Vorrei in questo post ringraziare personalmente tutte le persone che hanno manifestato il loro cordoglio per questi momenti per me sicuramente non felici. Il trapasso di un genitore così come tutta la sua vita rappresenta comunque un grande insegnamento. Mio padre era malato di cuore, il 16 Agosto coraggiosamente ha affrontato un intervento chirurgico con una percentuale di rischio vicina al 20% che è aumentata dal momento in cui il chirurgo si è reso conto che la situazione era ancor più compromessa di quello che le indagini analitiche avevano evidenziato. Dopo 3 by-pass ed il trapianto di una valvola è stato trasferito al reparto di terapia intensiva post operatoria dell’ospedale di Ancona dal quale non è più uscito se non ieri quando l’abbiamo accompagnato al cimitero. Per oltre un mese mia mamma è stata sempre con lui, in un appartamento in affitto sul mare di Falconara che solitamente viene usato per le vacanze estive. Io ed i miei tre fratelli ci siamo alternati per farle compagnia e supportarla nei momenti difficili quando notizie piacevoli si alternavano a notizie spiacevoli sino a mercoledì scorso quando la situazione è decisamente crollata. Venerdì tutti i familiari più stretti, 19 persone in tutto di età compresa tra i 3 ed i 79 anni, spinti dalle notizie ormai tragiche che giungevano, si sono riuniti intorno a mamma nel capoluogo marchigiano dove mio babbo era nato 76 anni fa. Sabato notte, alle 23.30 se n’è andato, con tutti noi vicino in quella terra, le Marche, che lui adorava quasi come una divinità. E’ morto felice, come avrebbe sicuramente voluto morire. La salma è stata tumulata nel cimitero di Cerreto D’Esi un paese vicino a Fabriano dove abbiamo la cappella di famiglia e dove mio babbo si recava tutti gli anni per la processione del Corpus Domini. Questo è quanto è successo, e sinceramente tutti noi non potevamo augurarci niente di meglio riguardo alla morte di babbo. L’insegnamento più grande che mi ha trasmesso è quello che nella vita non bisogna mai smettere di provarci, anche se hai 76 anni, un cuore malandato e tutto che intorno sembra dirti NON FARLO! Mio padre non è stato ucciso dal suo cuore, è stato ucciso da un’infezione ai polmoni e da alcuni problemi gastro-intestinali conseguenti alle cure post-operatorie, ironia della sorte: il cuore andava alla grande! Quindi se una riflessione mi è permessa è una sola NON MOLLARE MAI! Anche quando tutto sembra agire contro di te, anche quando tutto e tutti intorno a te ti dicono di lasciar perdere, anche quando il prezzo può essere talmente alto da pagare che non beneficerai mai di quello per cui hai lottato. Ciao babbo.
Alberto.